Prefazione: Arcana Intellego non è un Blog schierato: il Nostro scopo è quello di indagare la realtà nelle sue diverse sfaccettature. Anche se siamo patriottici vorremmo che gli sbagli che abbiamo commesso non si ripropongano; per questo pensiamo che la censura sia uno dei peggiori crimini contro la libertà, la verità e l'umanità. Siamo venuti in possesso di questi dicumenti e li pubblichiamo con questo spirito.
Già da tempo si sapeva che i Nostri (non ci piace chiamarli fascisti, in quanto fascista era la gran parte dell'Italia tutta) avevano commesso degli 'sbagli' durante la guerra in Etiopia, in Libia e nelle terre occupate di Albania e Jugoslavia. Abbiamo , grazie a YouTube, fatto una playlist con dei 'spezzoni' di film MAI PUBBLICATI in Italia "The Lion of the Desert" (per un veto di un parlamentare) e di un documentario (comprato dalla RAI e mai pubblicato) Tratto da "Fascist Legacy" (L'Eredità Fascista crimini di guerra italiani in Etiopia e Jugoslavia) prodotto nell'89 dalla BBC e fino ad oggi tenuto nascosto al pubblico italiano.
Il video è stato acquistato dalla RAI che lo ha trattenuto per sé, senza mai metterlo in onda.
Solo dopo 18 anni dalla sua realizzazione è stato trasmesso in versione italiana da History Channel.
Il film documenta le atrocità del fascismo ai danni delle popolazioni coloniali dell'Etiopia e contro i popoli della Jugoslavia.
Costituisce anche un atto d'accusa contro le troppe complicità ed omissioni che hanno permesso ai responsabili di questi crimini di non venire processati.
mentre molti nazisti tedeschi e giapponesi furono processati e condannati come war criminals, non ci fu invece un solo processo a carico di un solo gerarca o ufficiale italiano.
Nel 1984 lo storico americano Michael Palumbo, nel corso di Sue ricerche d'archivio in Gran Bretagna, scopre un notevole numero di dossier relativi a crimini di guerra perpetrati dagli italiani in Abissinia, in Libia, in Yugoslavia: da esecuzioni sommarie con tanto di foto con l'esecutore sorridente che impugna la testa del decapitato per i capelli, all'uso di gas letali a scopo di sterminio, a bombardamenti su campi della Croce Rossa, a stragi di massa a scopo intimidatorio, deportazioni, campi di concentramento, torture di ogni ordine e grado. Non manca niente.
Come non manca la documentazione di come i governi britannico e statunitense si adoperarono ad assecondare le volontà dei governi italiani del dopoguerra nel tentativo (riuscito) di mettere a tacere tutto ciò per questioni di opportunità (il pericolo comunista eccetera).
Per chi è interessato ad approfondire le problematiche dei crimini italiani di guerra suggeriamo la seguente bibliografia:
Luigi Borgomaneri (a cura di), Crimini di Guerra, Edizioni Angelo Guerini e Associati, Milano,2006.
Carlo Spartaco Capogreco, I campi del duce, Giulio Einuadi editore, Torino, 2006. Angelo Del Boca, "Italiani, brava gente?", Neri Pozza editore, Vicenza, 2005. Costantino Di Sante, "Italiani senza onore", Edizioni Ombre corte, Verona, 2005.
Davide Rodogno, "Il nuovo ordine mediterraneo", Bollati Boringhieri editore, Torino, 2006
Un altro caso di censura in Italia è quella del film "LION OF THE DESERT" (Il Leone del deserto) di Moustapha Akkad (USA - LIBIA 1980) con Anthony Quinn nel ruolo del capo della resistenza Omar Mukhtar, Oliver Reed nelle vesti del generale Graziani, Rod Steiger nella parte di Mussolini, ruolo da lui già ricoperto in un film di Carlo Lizzani. Nel cast figurano anche Irene Papas, Raf Vallone, Lino Capolicchio e Claudio Gora.
Infatti distribuito negli USA nel 1980 e due anni dopo in Europa, non ha avuto in Italia, nonostante il dibattito suscitato sulla stampa, alcuna distribuzione, in seguito al veto opposto dall'allora sottosegretario agli Esteri, Raffaele Costa, del Partito Liberale Italiano., che lo aveva ritenuto lesivo dell'onore dell'esercito. L'unica proiezione ufficiale è avvenuta nel 1988 presso il festival Riminicinema
Film storico sulla resistenza opposta dalla popolazione libica al brutale regime di occupazione fascista. Il film unisce alla fedeltà della ricostruzione storica la spettacolarità delle riprese, affidandone l'interpretazione ad alcuni celebri volti del cinema
Il film fu girato nel deserto libico e a Roma, in esterni e negli studi di Cinecittà
Il film narra la fase cruciale della repressione della resistenza libica all'invasione italiana. Di fronte alla resistenza guidata dall'anziano Omar Muhktar, nel 1929 Mussolini invia in Libia il generale Rodolfo Graziani. Questi si rende subito conto che è impossibile debellare la rivolta finché questa è sostenuta dalla popolazione. Procede quindi a una spietata repressione, distruggendo le coltivazioni, avvelenando i pozzi, sottoponendo a decimazione interi villaggi, fino ad attuare la deportazione dell'intera popolazione del Gebel, circa 100.000 persone, un ottavo dell'intera popolazione libica, in campi di concentramento nel deserto della Sirtica (dove ne perirà circa il 40%). Di fronte al proseguire della resistenza, per isolarla ulteriormente, fa erigere un "secondo vallo di Adriano" lungo il confine egiziano, una barriera di filo spinato sorvegliata da autocarri e aviazione, che si estende per 270 chilometri dalla costa sino all'oasi di Giarabub. Catturato infine Omar Mukhtar, dopo un processo sommario il 15 settembre del 1931 lo fa impiccare di fronte a 20.000 persone fatte arrivare dai campi di concentramento.
Autorevoli storici si sono pronunciati sulla fondamentale fedeltà storica del film, dal maggior esperto del colonialismo italiano, Angelo Del Boca, a un autore come l'inglese Denis Mack Smith, usualmente intervistato dalla stampa italiana in casi del genere, sino a uno storico come Drew Middleton, principale corrispondente militare del New York Times e su New Republic, giornali non suscettibili di nutrire simpatie nei confronti del mondo arabo.
"Mai prima di questo film gli orrori ma anche la nobiltà della guerriglia sono stati espressi in modo così memorabile, in scene di battaglia così impressionanti; mai l'ingiustizia del colonialismo è stata denunciata con tanto vigore... Chi giudica questo film col criterio dell'attendibilità storica non può non ammirare l'ampiezza della ricerca che ha sovrinteso alla ricostruzione." (Denis Mack Smith, in "Cinema Nuovo", febbraio 1982.)
BlogMasterPg
PS: PAGINA AGGIORNATA IL 29/01/2008 : Vengo in questa pagina dopo tanto tempo, stavo per citare questo articolo: i video non ci sono più. La cosa è molto preoccupante, sembra siano spariti da YouTube. Che ora YouTube si metta a fare CENSURA per Video politici la cosa mi turba molto. Sono anni che mi aggrappo alla speranza che la rete e Google in testa sia un caposaldo di libertà di espressione. Possibile che si siano fatti corrompere, da persone che hanno evidentemente paura, ma di cosa? Di fatti accaduti 60, 70, 80 anni fa? Per Gli ebrei si fa una giornata della memoria. Dovremmo farne di più, una algiorno, per le ingiustizie, le malefatte, i torti. Se non ricordiamo i Nostri sbagli come potremo non rifarli? Io spero si tratti tutto di un equivoco.
Nuovo aggiornamento 12 Marzo '08: E di una specie di 'equivoco', infatti si trattava: mi spiego: i video di YouTube sono soggetti a 'proteste', cioè se a qualcuno sembrano offensivi in qualche maniera si può scrivere un apposito modulo all'aministrazione del sito e questi, previo controllo, lo cancellano ( come avviene spesso per molti video porno che ragazzi burloni inviano). Evidentemente è stata la stessa cosa per questo caso, ma grazie a ulteriori ricerche ho trovato altri video inerenti questo articolo, compresi quelli che erano stati censurati da YouTube , basta infatti ri-caricarli che sono di nuovo in rete. Insomma, si tratta di una specie di equivoco "tecnico". La redazione di YouTube, che in Italia conta un numero di pochissime unità di operatori non può certo controllare le centinaia o migliaia di video che tutti giorni gli utenti caricano e allora YouTube si affida alla responsabilità degli stessi sia per l'emissione di video, sia per eventuali segnalazioni, ma come al solito la madre degli imbecilli è sempre incinta...
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12.10.07
CRIMINI DI GUERRA ITALIANI (8 video)
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Etichette: esercito, fascismo, inchieste, italian army, videos, war crimes
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1 commenti:
Ciao,
a proposito dei crimini di guerra italiani, hai visto Il leone del deserto trasmesso stasera su Sky cinema classics?
Ebbene lo sai che cio' che avevo letto riguardo ad un articolo di un giornalista tedesco che sosteneva che le tecniche naziste quali la decimazione dei civili ( quella che i nazisti chiamava la rappresaglia) e l' internamento o deportazione, sono ben rappresentati da questa pellicola?
saluti e tieni duro
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