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      3.4.08

      Il pirla della stagione televisiva 2008. il 'Cummenda' del GF8

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      Nonostante non mi piaccia di scrivere di frivolezze televisive, lo spettacolo che ho visto in questi ultimi tempi è veramente troppo divertente. I talent-scout de "Il Grand Fratello" stavolta si sono superati. Scegliendo Roberto "il Cummenda" come concorrente del GF8 è stata una di quelle opere geniali che solo i grandi (fortunati) hanno. Un essere più pirla di quello in vita mia non l'avevo mai visto, nemmeno nei film più divertenti di Monicelli, quelli della commedia all'italiana; una vera macchietta! Quando poi Striscia con Staffelli gli ha consegnato il Tapiro d'Oro e sono uscite fuori tutte le 'magagnette familiari' nascoste allora è stato il massimo: ma come hanno fatto? Gli autori si sono veramente superati sono sicuro che la cosa non era nemmeno preparata. Troppo assurda. Il fighetto milanese con l''aziendina' che lavora in un finto ufficio coi mobili che il papà di questo aveva fregato all'ex socio, che, incazzato nero, aveva denunciato tutto a Striscia, si perchè sembra che il papà del Cummenda sia un altro pirla, un altro 'Cummenda' senza una lira ma con un mucchio di cambiali, stessa cosa dicasi per la madre in fallimento, proprio come l'Alitalia.., una famiglia di azzeccagarbugli di manzoniana memoria. E' questa la vera faccia dell'Italia (che ci piace?) quella che fa finta di lavorare, quella che ha fatto fortuna con le cambiali e sulle spalle degli onesti lavoratori, quella che a Napoli ha creato il sistema della mondezza sotto cassa, che a Roma ha creato migliaia di posti di lavoro nei ministeri senza che nessuno nemmeno si svegliasse la mattina per andarci, tanto il cartellino glieolo marcava l'amico di turno, quella che a Milano ha permesso a tante persone di girare in Mercedes presa in leasing tanto poi le tasse non si pagano, quel sistema clientelare che è ormai talmente radicato e che tutto prende e che fa sì che i lavoratori Alitalia ancora non riescano a vergognarsi, forse perchè non si rendono conto, sono stati infatti loro insieme alle organizzazioni sindacali, ai vari manager Alitalia e ai vari governi che si sono succeduti che piano piano, favore dopo favore, sono arrivati a questo punto: quando un azienda non và si licenzia; no che si assume di più o si costruiscono altri aereoporti o altre tratte inutili e dispendiose. Per tornare a Roberto, il super-pirla, che per 'cuccare' se ne inventa di tutti i colori ( e il bello è che poi la cosa gli riesce, come documentato dalle varie seratine a base di 'strusciamenti' al GF8) è un esempio di quest'Italietta che ha fatto la fortuna della commedia all'italiana, ma che ha fatto, ahimè, anche la sfortuna della Nostra economia con un debito pubblico che non si riesce ad acchiappare, che ci fa sperare che il prossimo governo almeno non aumenti i debiti sul debito, che ci ha allontanati dalla politica, schifandola. Ma diciamoci la verità: come si potrebbe vivere senza il 'cummenda' di turno, senza macchiette? Anche se poi, rubano qualche soldo dalla pubblica amministrazione? Non sarebbe l'Italia... o no? ...continua

      21.3.08

      Tibet e Alitalia nella campagna elettorale italiana

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      Le notizie che la politica italiana sta cavalcando sono più che altro queste per l'Alitalia, dopo che, finalmente, avevamo trovato qualcuno dispostto a comprarsela sembra che ritorni tutto in ballo: la Lega Nord ha i suoi bèi interessia a lasciare dove si trovano le migliaia di lavoratori di Malpensa: sono voti e il PdL non ha potuto far altro che alzare tutte le barricate possibili ed immaginabili contro questa cessione; Berlusconi è arrivato a dire forse una delle più grandi castronate di tutta la campagna elettorale di quest'anno, e che forse gli costerà veramente tanto in termini di credibilità. " C'è una cordata di imprenditori italiani pronta a comperare Alitalia": naturalmente nessuno potrebbe nè vorrebbe comprarla: è un elefante che perde milioni di euro al giorno, che ha accordi con Malpensa, e che solo con grandi tagli al personale e grandi aumenti di capitale potrà ripartire in qualche modo: rifiutare l'offerta Air France-Klm significa solo il fallimento dell'azienda e nuove tasse per Noi cittadini.
      Tibet: il 'caso' Tibet sembra perfetto per questa campagna elettorale: basta fare delle accuse al governo cinese e ci si fa una bella figura, ma poi chiunque andrà a governare difficilmente potrà dire o fare altro, in quanto la Cina è un patner commeciale, un mercato che non ci possiamo permettere di perdere. La cosa veramente scandalosa è che nessuno dice, com'è la storia di questo paese: da 700 anni è sotto la dominazione cinese, ma ci ricordano solo che nel 1950 fu invasa dai comunisti, ma in effetti anche prima era della Cina, solo che aveva delle grandi autonomie come ora il trentino, autonomie che con la rivoluzione culturale sono finite. L'autonomia il Tibet l'aveva aquisita con uno dei Suoi primi Dalai lama: l'allora imperatore cinese per togliersi di torno i principi del posto diventati troppo potenti diede Miss Tibetampia autonomia al Dalai lama che oltre ad essere figura religiosa diventò una specie di governatore della provincia, tutto bene fra alti e bassi, finchè nel '50 MAO arrivò con la rivoluzione culturale e con tanti nuovi cittadini di etnia huan, proprio quelli cui ora il Dalai Lama vuole che non entrino più nel paese, in quanto stanno 'invadendo' il Tibet: Sono più ricchi e meglio istruiti e così prendono il posto dei tibetani buddisti nelle cariche più importanti . Bisogna considerare che il Tibet è circa il 25% dell'estensione della Cina, ma ha all'interno dei suoi confini solo il 0,03% della popolazione, con oltre un miliardo di abitanti non è pensabile che la Cina possa permettersi di perdere il potere decisionale di mandare lì la popolazione in esubero, se questo tipo di politica l'avesse fatta qualcun'altro si sarebbe gridato allo scandalo, ad una politica del medio evo, che non si possono chiudere le frontiere e usare il protezionismo contro il progresso, ma dato che la Cina tiene in pratica tutto l'occidente per 'le palle' avendo uno sviluppo del 10% annuo contro un occidente - America ed Europa - un periodo che ormai possiamo tranquillamente chiamare di nuovo 'stagflazione', se non addirittura 'recessione', allora ecco che si fa del tutto per sobillare il popolo Tibetano, vera vittima di questo scontro di interessi: preso fra due fuochi: quello della Cina in continuo progresso che ha bisogno di nuovi spazi e quello dell'Occidente che ha bisogno di nuova 'forza contrattuale' da mettere nel piatto della bilancia di contrattazioni mercantili.
      sopra, Miss Tibet
      ...continua