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      2.7.08

      Il Ministro della difesa La Russa finalmente parla dell'Afghanistan

      Finalmente il Ministro della Difesa La Russa parla dell'Afghanistan dicendo che lì le Nostre truppe stanno combattendo da un anno. Sono queste le aperture dei maggiori giornali Itliani di questi giorni. In realtà l'omertoso silenzio che era calato nella vicenda era solo da parte del governo Prodi e dei giornali italiani. La Russa è da un pezzo che dice certe cose, perlomeno dalla campagna elettorale, da quello che mi ricordo. Il silenzio certamente più grave è quello di giornali italiani. Se il govrno Prodi lo ha fatto per un tornaconto di immagine politica i gilrnali italiani hanno taciuto solo per fare il favore al governo che era in carica. Finchè il ministo della difesa attuale , sempre per ragioni politiche, in quanto la Nato è da tempo che 'spinge' per avere più uomini e truppe italiani sul territorio in supporto dei Loro, ha finalmente scoperchiato questo scandaloso calderone di silenzi e omertà. Persino un piccolo Blgo come il Nostro ha più volte scritto dei sodati italiani in afghanistan . Se qualcuno crede che la colpa sia del 'governo prodi' si sbaglia di grosso. Tutti sapevano, ma nessuno parlava. Alla faccia dei bèi discorsi. Ora speriamo che le nostre truppe vengano rifornite di mezzi adatti - sembra abbiano un gran bisogno dei nostri famigerati elicotteri Mangusta nonchè delle nuove jeep antimina della Fiat Lince- e di uomini, magari impieati a fareA 129 Mangusta tutt'altro . Postiamo una foto - basta cliccrci sopra che si allarga- che di 3 anni fà in cui si vedono le aree di influenza dei vari 'capi talebani'. le cos nel frattempo non sono cambiate di molto, visto che hanno le loro basi in Pakistan e anzi ora hanno molto più appoggio da parte della popolazione ...continua

      15.2.08

      LA VERITA' SULLA MISSIONE DI PACE ITALIANA IN AFGHANISTAN

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      Una bandiera Italiana esposta alle Nostre finestre. è questa la richiesta dei familiari di Giovanni Pezzuolo il maresciallo 45enne morto ieri, crivellato di colpi (15 secondo l'autopsia di oggi) mentre a 60km. da Kabul portava, insieme al suo compagno (soltanto ferito) medicinali e assistenza medica alla popolazione civile. Era già stato presente all'attentato di Nassyria alla caserma MSU (forse portò i primi soccorsi), nonostante questo era molto soddisfatto ed orgoglioso del lavoro che faceva ed era sempre contento quando lo richiamavano per un'altra missione; aiutare la popolazione civili con generi di prima necessità e in particolar modo aiutare i bambini afghani era diventato un piacere. Questo lo sappiamo dalla bocca della giovane figlia 18enne Giusi che ieri ha rilasciato un comunicato di fronte ai tanti giornalisti che aspettavano per redigere un 'pezzo' su come la famiglia avrebbe reagito alla notizia. L'immagine di questa ragazzina potrebbe benissimo essere l'emblema stesso dell'Esercito Italiano. Una ragazzina molto coraggiosa, proprio come il padre, che nel momento del bisogno non ha esitato ad affrontare decine di giornalisti; che sembra abbia dichiarato di voler entrare nell'esercito e che, dopo aver letto il comunicato a firma anche della madre che non ha potuto presenziare, distrutta dal dolore, ha chiesto di "fare ce come faceva papà nel giorno di ricorrenza dell'attentato di Nassyria", cioè di esporre una tricolore alla finestra.
      Come mai non si sente più parlare, ormai da molto tempo di afghanistan? Che cosa sta succedendo, in realtà in Afghanistan? Com'è la reale situazione delle Nostre truppe? A queste legittime domande risponde un'accorato appello di Luigi Caligaris, Generale in congedo che intitola "La politica non li lasci soli". pubblicato sull'Unità.
      Un pò di storia: come qualcuno saprà l'intervento della Nato in Afghanistan è stato legittimato a suo tempo dall'Onu. Subito dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'ormai storico 9-11 la risposta contro Al-Queda e i Talebani che li spalleggiava fu veloce , vincente e risolutore, almeno per quello che riguarda i vertici dell'organizzazione. In pochi mesi i mujaidin di Bin Laden furono rintuzzati nei vecchi bunker dell'esercito russo e lì furono fatti 'target' dei bombardamenti americani che usarono anche armi quasi sperimentali come la famigerata bomba "GBU-28 all’uranio impoverito", capace di penetrare 30 metri di terreno o 6 di cemento armato. Per farla breve appena sei mesi dopo l'11 settembre gli americani e la Nato potevano dire di "avere vinto" contro Al-Qaeda.
      Al-Qaeda: l'organizzazione terroristica, da quel momento i vertici si indebolirono moltissimo, ma diventò molto popolare in tutti i paesi musulmani e questo ne aumentò, per assurdo, la pericolosità, infatti ora anche gruppi di sbandati fanno attentati mortali rivendicandoli con la sigla di AlQaeda, magari sperando in una sorta di 'ufficializzazione" e di entrare così, a pieno titolo nell'organizzazione . In quel preciso momento si sarebbero dovuti ritirare, magari lasciando delle piccole pattuglie di 'scelte' per indagare e ritrovare Bin Laden, ma il sentimento di vendetta, insieme ad altri interessi quali la costruzione del nuovo gasdotto che doveva passare per il paese prevalse e l'intervento Nato vide anche gli altri paesi membri, entrare con le truppe in Afghanistan per la solita "missione di pace" con lo scopo di "esportare la democrazia" (slogan che rimarrà tristemente famoso nei libri di storia) anche in Afghanistan. Questo fece sì che i Talebani, che erano al potere e che fino a quel momento erano riusciti, anche se con i loro metodi, e con l'aiuto dell'Onu a riconvertire molte piantagioni di papavero in prodotti ortofrutticoli, divennero il naturale nemico da cacciare. All'inizio fu facile, ma col tempo la religione, le differenze culturali e lo spirito che da sempre contraddistiugue il popolo afghano (sono 3.000 anni che vengono invasi e puntualmente respingono i vari eserciti) prese il sopravvento e da alleati "gli stranieri" diventarono "i nemici". Da qui a tornare a coltivare papavero il passo fu breve. I contadini furono costretti o per forza di cose , o per volere dei Taleban che cercavano prodotti privilegiati da scambiare con armi, o ancora dai vari "signori della guerra" che potremmo benissimo paragonare ai "Principi" dell'Europa prima dell'avvento di Carlo Magno. Tutte queste cose avvennero in una rapida successione, nel frastuono di un silenzio assordante da parte dei grandi mass media, quelli più importanti e seguiti (che però sono di solito legati a doppio filo con i vari governi americani e/o europei) che invece mettevano sempre in rilievo la situazione in Iraq. Ora l'Afghanistan, come si vede dalla cartina è diviso in due zone. "Nella zona sud, dove i talebani sono più numerosi e attivi, combattono canadesi, britannici, olandesi, danesi e americani mentre in quella nord operano francesi, tedeschi, italiani e spagnoli che applicano norme di ingaggio più caute ma che, sia pure in minore misura, vengono attaccati anche loro. Per contenere la crescente attività dei talebani, la Nato e i paesi che già operano a sud rivolgono agli altri pressanti richieste affinché aumentino le loro forze in Afghanistan ma soprattutto ne inviino parte anche a sud". I Nostri, per la verità hanno sicuramente già operato con le Nostre forze speciali nel territorio sud a dar man forte ai Nostri alleati, ma i più devono rispettare le regole d'ingaggio edi certo i vertici dell'esercito non possono fare di testa loro. Qui entra in gioco la politica. C'è bisogno di decisioni rapide ed all'unnimità. E' ora che i cittadini italiani si sveglinoe che i politici inizino ad usare i termini giusti. Come si può parlare di "missioni di pace" in Afghanistan? poi è normale che i parenti delle vittime rimangano sbigottiti dal fatto che i loro cari rimangono uccisi da attentati. perchè se mio figlio portava medicine e viveri è stato ucciso' sono tutti delle bestie laggiù? Così si alimenta l'odio fra i popoli, si nasconde la verità, ma come si dice una bugia tira l'altra e il livello di deresponsabilizzazione è arrivato a livelli di guardia. Noi siamo lì (secondo il mio parere) per uno sbaglio strategico. Un anno dopo le torri gemelle si sarebbe dovuto sbaraccare e tornarsene a casa. Non si può portare la democrazia in un paese che ha un'idea così diversa dalla Nostre di tradizione politica, religiosa, sociale. La democrazia non può essere un processo che viene dall'alto, ma un bisogno che viene dal basso della società. Ora bisognerebbe prima di tutto esporre i fatti come realmente stanno e aprire un discorso pacato e coerente prima di tutto nel Nostro paese, e poi fra i paesi membri e quindi: o rischiare il tutto per tutto e fare dei veri e una volta cacciati i taleban dall'Afghanistan, con un manovra a 'tenaglia' accerchiali con l'aiuto dell'esercito Pakistano. Questo presuppone a rastrellamenti casa per casa, per ogni metro quadro di deserto, colline e montagne inospitali e senza strade fra il confine afghano-pakistano. Come facilmente si comprende tutto questo non può che preludere ad una sconfitta della Nato, nonostante le migliori armi nonostante il miglior addestramento non potremo mai competere con un popolo che ormai sta vedendo questi stranieri ben vestiti e nutriti come invasori. L'opinione che mi sono fatto è che un paese come l'Afghanistan il consenso può essere conquistato solo con opere di infrastrutture, ospedali, scuole, lavoro. il popolo afghano non voleva essere comandato dai talebani. Gli afghani hanno una visione della religione musulmana molto rilassata, è un popolo con idee molto laiche e progressiste, ma ancora vuole i suoi signorotti, i propri 'comandanti in capo' e poco importa se per avere questo ora debbono allearsi con i taleban, fra i mali si sceglie il minore ed evidentemente i capi, vedendo noi stranieri come una minaccia al proprio potere si stanno, proprio in questo periodo, alleando con i talebani. Purtroppo la situazione sembra molto lontana da una pacifica soluzione.
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      25.9.07

      Li abbiamo riportati indietro : ecco una plausibile ricostruzione


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      E' finito ieri il sequestro dei due militari italiani , ma non sapremo il nome nè il grado visto che facevano parte del SISMI il servizio informazioni e sicurezza dell'esercito italiano. Il tutto si è svolto come in uno di quei film trhiller che siamo tanto abituati a vedere in Tv, ma stavolta era tutto vero. Oggi hanno detto, a distanza di quasi 24h dal bliz che uno dei Nostri è in gravissime condizioni a Lui e alla Sua famiglia vanno le Nostre preghiere. Ecco (più o meno) come si dovrebbero essere svolti i fatti. Innanzitutto una precisazione: quasiasi persona Vi dirà che "sa come sono andati i fatti" Vi mentirà; tutte le operazioni in cui sono coinvolti membri del servizio militare segreto sono, per definizione segrete, e parlarne significa violare il segreto di stato, per poterne parlare gli eventuali testimoni diretti devono avere uno speciale permesso che ora non ricordo bene se deve venire dal Capo dello Stato o deve essere approvato come una legge. Per fare questa ricostruzione dei fatti ci siamo avvalsi dei giornali (Repubblica) e delle valutazioni di ex-militari , militari e persone che si occupano di difesa; ne abbiamo fatto un 'sunto' cercando di seguire quelle che sono le normali procedure operative che magari possono essersi applicate allo specifico caso: il tutto è partito da un 'tradimento' , infatti . i Nostri 2 che chiameremo Alfa e Beta dovevano fare un sopralluogo in un posto non completamente controllato dalle Nostre forze (quando dico Nostre intendo NATO e non specificamente italiane) , non sappiamo perchè e nemmeno ci interessa, (anche questo è top-secret); loro erano vestiti da civili, probabilmente da arabi di un altra nazione, avevano con sè un interprete e un autista. Uno di questi due locali aveva avvertito già i banditi (si sa che non erano taliban, ma del posto, pieno di trafficanti di oppio, di solito persone senza scrupoli); questo lo possiamo dedurre in quanto poche ore dopo dal rapimento un giornalista di al-Geseera ha dichiarato che erano uomini dei servizi segreti gli italiani rapiti dai banditi. Perchè queste dichiarazioni? Di solito i Nostri militari, otre a girare molto protetti non fanno azioni di repressione , anzi sono conosciuti per portare avanti azioni umanitarie, e, a livello 'politico' non sono dei buoni obiettivi per essere rapiti ( ricordiamo che i taleban ora come ora hanno bisogno di un grande appoggio politico da parte della popolazione locale) Essendo dei servizi segreti, però è tutta un altra storia. In Iraq uomini dei servizi americani o meglio, "contractors"si sono macchiati di molti episodi di brutalità e per questo sono odiati dalla popolazione nella regione, proprio in internet su Youtube ci sono testimonianze video di come queste persone facevano 'tiro al bersaglio' contro popolazione civile disarmata. Si pensi ora quanto possono essere odiati e temuti i rappresentanti occidentali dei servizi segreti. Difficilmente, una volta in mano ai talebani sarebbero potuti tornare liberi sulle loro gambe, gli avrebbero fatto pagare con la vita sbagli non loro. Putrtroppo questa è la guerra e laggiù c'è una guerra in atto (ogni tanto tendiamo a dimenticarcene). Quando il convoglio con i quattro ( i nostri 2 + 2 afghan) sono stati fermati, sicuramente la trappola era stata preparata a puntino, infatti i Nostri non hanno reagito ( atrimenti lo avremmo saputo, ci sarebbero stati dei feriti) poco dopo i 2 afghani sono stati rilasciati e proprio questo è stato il fatto che ha messo i Nostri dietro la pista giusta. Grazie ai moderni mezzi e alle indicazioni del traditore ( che a questo punto è diventato doppio-giochista) siamo, fortunatamente, riusciti a sapere dove era il covo: poco tempo e il bliz era pronto : 4 squadre: 2 di SAS britannici (Squadre speciali dell'aviazione ) e 2 di Col Moschin (Squadre speciali dell'esercito) italiani - stavano facendo il piano quando è arrivata la notizia dall'operatore ( o satellite o video montato su un aereo-spia guidato da terra ) che il gruppo di banditi -chiamati così anche nelle esercitazioni- stava 'esfiltrando' i prigionieri, infatti hanno visto 12 -13 persone uscire dal covo e dirigersi verso dei mezzi. A questo punto i Nostri sono partiti e già sapevano (secondo dei protocolli giù stabiliti) che le squadre SAS li avrebbero dovuti intercettare nella strada e le squadre italiane avrebbero fatto da copertura. Nel caso opposto, cioè se non si fossero mossi dal covo sarebbero subentrati i Nostri ( come si vede dal famoso video di un'altra liberazione avvenuta in 40"... Quando gli operatori britannici hanno intimato l'alt i banditi hanno risposto sparando: i Sas hanno aperto il fuoco a loro volta: 10 morti e 2 feriti, di cui un italiano: di lì, poi sono rientrati alla base forse facendo salire il ferito nella Geep e poi nell'elicottero inglese, visto che Noi avevamo un 'Mangusta', un piccolissimo elicottero d'attacco (foto in basso a destra) ottimo in fase di comabattimento ma non certo adatto per gli spostamenti di truppe ( può portare i 2 operatori e altre 2 persone ben addestrate che si 'attaccano' alle alette esterne). Il resto è storia. Un ferito molto grave italiano, un altro prigioniero e l'altro italiano incolume. Ci sono state e forse ci saranno varie polemiche, ma questa è stata un'operazione condotta veramente in modo ineccepibile . Il fatto che hanno dovuto intervenire prima del dovuto ha probabilmente portato a far correre più rischi -da un lato- , ma dall'altro se i Nostri due carabinieri ( si dice siano del RIS, quindi, carabinieri) difficilmente sarebbero potuti tornare a casa vivi. Alla luce di quello che sappiamo, insomma, una buona operazione sia a livello politico che militare. Altre polemiche si sono alzate per il fatto che dovevano essere italiani a liberare italiani, ma dato che facciamo parte di un'alleanza dove ognuno ha i suoi compiti è giusto che chi è addetto a fare il proprio lavoro lo faccia anche se parla una lingua diversa, ormai siamo insieme da 60 anni e la cosa sembra dover andare per le A 129 Mangusta lunghe, d'altronde l'esercito europeo è sempre più vicino ( sarebbe ora) e, grazie alla tecnologia e alla specializzazione avrà meno uomini e sarà sempre più potente, se poi ci mettiamo che con il sistema di satelliti "Galileo" stiamo finalmente diventando completamente autonomi dall'organizzazione tecnica americana, sarà facile capire quanto , anche queste brutte vicende possano legare positivamente 2 paesi come l'Italia e la Gran Bretagna. Non voglio parlare del fatto di cui ho ampliamente detto nel post precedente, non voglio alimentare nessuna polemica . (fonte: PdD) BlogMasterPg. ...continua

      24.9.07

      Sequestrati 2 dei Nostri nel sud-ovest dell'Afghanistan

      "I due italiani scomparsi in Afghanistan non sono dei soldati, ma degli agenti che lavorano per i servizi segreti italiani" dice un inviato di Al Jesiraz: la stampa italiana e i lettori ci cadono come polli. Questa notizia viene presa come una liberazione: sembra che la preoccupazione sia svanita: come al solito la cultura italiana minata da decenni di odio destra contro sinistra ha colpito ancora: I Nostri uomini dei servizi vengono considerati una specie di camice nere dell'ultim'ora e non soldati o carabinieri più addestrati di altri. Forse non tutti sanno che per entrare a far parte dei servizi ora come ora, non è più come negli anni '50 -'60 o '70 quando il nemico dello Stato era considerato il comunismo estero o interno e quindi bisognava dimostrare -quantomento- di non essere comunisti, meglio se si apparteneva a organizzazioni o partiti di destra; ma ora le cose sono cambiate, da quando il comunismo internazionale non c'è più e da quando quello estremista insurrezionale italiano è rimasto una specie di anacronistica pagliacciata, gli uomini dei 'servizi' vengono scelti dalle forze speciali di esercito, carabinieri, polizia, gico; in base alle loro attitudini tecniche più che in base alle loro attitudini politiche, naturalmente non esistono carte che comprovano questo ma basta guardare quello che l'esercito italiano sta facendo ora , calcolare che c'è un governo di centro-sinistra, che un altro c'è stato fino a pochi anni fà e si può capire, che anche se magari i vertici dei serizi cambiano ogni qualvolta che cambia il colore del governo l'apparato non può fare altrettanto, sarebbe impossibile e quindi, per semplice ragionamento, ora come ora, gli agenti dei Nostri servizi segreti non possono essere altro che soldati un pò più specializzati degli altri. Chiarito questo fatto ndiamo a vedere cosa è successo. Di solito questi 'agenti' sono quelli più a rischio, sono quelli infatti che fanno parte di scorte di ambasciate all'estero in paesi non certo nostri amici o dove comunque c'è imminente pericolo per i Nostri funzionari, sono quelli che si infiltrano nelle aree controllate -in questo caso- dai talebani per condurre inchieste o per 'saggiare il terreno' in quanto sono loro i primi capisaldi, quelli adibiti alla sicurezza dei nostri soldati in mimetica. La cosa incredibile del pensiero medio italiano è che quando nei film americani vediamo le forze speciali con i vari Rambo si consideriamo eoroi, ma se le forze speciali sono italiane e se potenziali terroristi o amici di terroristi quali i giornalisti di Al-Jesiraz iniziano a chiamarli 'agenti segreti' ecco che la pubblica opinione italiana addirittura si compiace della loro cattura. Già mi immagino il commento dell'italiano medio "chissà che ci facevano laggiù" oppure: "lì ci sono i produttori di droga magari chissà cosa ci facevano" Questa cultura del sospetto di avere serpi in corpo deve cessare, se poi consideriamo che per definizione i Nostri servizi non rilasciano nessun tipo di informazione sui propri uomini o su quello che stavano o stanno facendo ecco che il sospetto si alimenta da sè. In questo frangente il giornalismo italiano ha una sua precisa responsabilità, arriva a tirare considerazioni con DECENNI DI RITARDO. Ricordo benissimo che all'epoca della 'strategia della tensione' ogni tipo di attentato era attribuito all sinistra rivoluzionaria e solo ora si parla di servizi deviati, ma ora le cose sono cambiate, e, forse gli unici ad non accorgersene sono proprio i giornalisti italiani........
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