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      15.4.08

      Gli Italiani hanno dato l'ultima chance ai politici

      Finalmente dopo tanto, gli italiani avranno un parlamento senza comunisti e senza fascisti: siamo diventati come gli altri paesi europei. E' stata una scelta del Popolo Italiano quella di non votare nè la Nuova destra nè la Sinistra arcobaleno, una scelta che, finalmente, mette nello stesso piano la consapevolezza politica dell'opinione pubblica italiana con quella degli altri Stati europei, i quali chi prima chi dopo, hanno lasciato le belle ma pericolose ideologie alle spalle. L'Italia è diventata una nazione politicamente matura. Ora la classe politica non ha più scuse per non governare o governare male il Nostro paese: il mandato che la maggioranza dei cittadini ha dato a questa volta è chiaro: vogliamo essere governati stabilmente; vogliamo migliorare le tante cose che un governo può migliorare: dalle tasse ai lavori pubblici, dalla giustizia allo stato sociale. Cono solo 3 coalizioni e 5 partiti presenti, finalmente all'estero non potranno più dire di non capire la politica italiana, e ora bisogna iniziare subito, non a spartirsi le poltrone, cosa che già sarà stata fatta, ma bisogna subito tagliare il numero di parlamentari di almeno un terzo, di inutili sottosegretariati che vivono solo per poter 'pagare' i favori a quelli che hanno sostenuto i leader vincenti. Stavolta Berlusconi dovrebbe avere il coraggio di non dire sempre sì ai Suoi collaboratori ma dire molti no, dovrebbe iniziare a licenziare, tagliare, risparmiare sulla pubblica amministrazi one, anche se poi in realtà non è questo a livello economico il vero problema dell'Italia, il vero problema economico è il grande debito pubblico (che bisognerebbe in qualche modo diminuire), Berlusconi dovrebbe convincere la Lega che non può rimanere ancorata ad un vecchio protezionismo ora irrealizzabile e comunque controproducente, ma potrebbe altresì aiutare Bossi a decentralizzare moltissime mansioni che dai comuni o dalle regioni potrebbero essere molto più efficaci che non da Roma. Gli italiani hanno fatto il loro dovere, ora tocca ai politici e, se deluderanno anche stavolta non avranno scampo: le liste civiche di Grillo sono pronte , per la prossima legislatura a farsi valere, i tanti voti presi da Di Pietro, dalla Lega e un 5% di elettori che hanno disertato le urne , la prossima volta sono convinto che se dovessero continuare i problemi di sempre ...continua

      21.3.08

      Tibet e Alitalia nella campagna elettorale italiana

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      Le notizie che la politica italiana sta cavalcando sono più che altro queste per l'Alitalia, dopo che, finalmente, avevamo trovato qualcuno dispostto a comprarsela sembra che ritorni tutto in ballo: la Lega Nord ha i suoi bèi interessia a lasciare dove si trovano le migliaia di lavoratori di Malpensa: sono voti e il PdL non ha potuto far altro che alzare tutte le barricate possibili ed immaginabili contro questa cessione; Berlusconi è arrivato a dire forse una delle più grandi castronate di tutta la campagna elettorale di quest'anno, e che forse gli costerà veramente tanto in termini di credibilità. " C'è una cordata di imprenditori italiani pronta a comperare Alitalia": naturalmente nessuno potrebbe nè vorrebbe comprarla: è un elefante che perde milioni di euro al giorno, che ha accordi con Malpensa, e che solo con grandi tagli al personale e grandi aumenti di capitale potrà ripartire in qualche modo: rifiutare l'offerta Air France-Klm significa solo il fallimento dell'azienda e nuove tasse per Noi cittadini.
      Tibet: il 'caso' Tibet sembra perfetto per questa campagna elettorale: basta fare delle accuse al governo cinese e ci si fa una bella figura, ma poi chiunque andrà a governare difficilmente potrà dire o fare altro, in quanto la Cina è un patner commeciale, un mercato che non ci possiamo permettere di perdere. La cosa veramente scandalosa è che nessuno dice, com'è la storia di questo paese: da 700 anni è sotto la dominazione cinese, ma ci ricordano solo che nel 1950 fu invasa dai comunisti, ma in effetti anche prima era della Cina, solo che aveva delle grandi autonomie come ora il trentino, autonomie che con la rivoluzione culturale sono finite. L'autonomia il Tibet l'aveva aquisita con uno dei Suoi primi Dalai lama: l'allora imperatore cinese per togliersi di torno i principi del posto diventati troppo potenti diede Miss Tibetampia autonomia al Dalai lama che oltre ad essere figura religiosa diventò una specie di governatore della provincia, tutto bene fra alti e bassi, finchè nel '50 MAO arrivò con la rivoluzione culturale e con tanti nuovi cittadini di etnia huan, proprio quelli cui ora il Dalai Lama vuole che non entrino più nel paese, in quanto stanno 'invadendo' il Tibet: Sono più ricchi e meglio istruiti e così prendono il posto dei tibetani buddisti nelle cariche più importanti . Bisogna considerare che il Tibet è circa il 25% dell'estensione della Cina, ma ha all'interno dei suoi confini solo il 0,03% della popolazione, con oltre un miliardo di abitanti non è pensabile che la Cina possa permettersi di perdere il potere decisionale di mandare lì la popolazione in esubero, se questo tipo di politica l'avesse fatta qualcun'altro si sarebbe gridato allo scandalo, ad una politica del medio evo, che non si possono chiudere le frontiere e usare il protezionismo contro il progresso, ma dato che la Cina tiene in pratica tutto l'occidente per 'le palle' avendo uno sviluppo del 10% annuo contro un occidente - America ed Europa - un periodo che ormai possiamo tranquillamente chiamare di nuovo 'stagflazione', se non addirittura 'recessione', allora ecco che si fa del tutto per sobillare il popolo Tibetano, vera vittima di questo scontro di interessi: preso fra due fuochi: quello della Cina in continuo progresso che ha bisogno di nuovi spazi e quello dell'Occidente che ha bisogno di nuova 'forza contrattuale' da mettere nel piatto della bilancia di contrattazioni mercantili.
      sopra, Miss Tibet
      ...continua