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      2.7.08

      Il Ministro della difesa La Russa finalmente parla dell'Afghanistan

      Finalmente il Ministro della Difesa La Russa parla dell'Afghanistan dicendo che lì le Nostre truppe stanno combattendo da un anno. Sono queste le aperture dei maggiori giornali Itliani di questi giorni. In realtà l'omertoso silenzio che era calato nella vicenda era solo da parte del governo Prodi e dei giornali italiani. La Russa è da un pezzo che dice certe cose, perlomeno dalla campagna elettorale, da quello che mi ricordo. Il silenzio certamente più grave è quello di giornali italiani. Se il govrno Prodi lo ha fatto per un tornaconto di immagine politica i gilrnali italiani hanno taciuto solo per fare il favore al governo che era in carica. Finchè il ministo della difesa attuale , sempre per ragioni politiche, in quanto la Nato è da tempo che 'spinge' per avere più uomini e truppe italiani sul territorio in supporto dei Loro, ha finalmente scoperchiato questo scandaloso calderone di silenzi e omertà. Persino un piccolo Blgo come il Nostro ha più volte scritto dei sodati italiani in afghanistan . Se qualcuno crede che la colpa sia del 'governo prodi' si sbaglia di grosso. Tutti sapevano, ma nessuno parlava. Alla faccia dei bèi discorsi. Ora speriamo che le nostre truppe vengano rifornite di mezzi adatti - sembra abbiano un gran bisogno dei nostri famigerati elicotteri Mangusta nonchè delle nuove jeep antimina della Fiat Lince- e di uomini, magari impieati a fareA 129 Mangusta tutt'altro . Postiamo una foto - basta cliccrci sopra che si allarga- che di 3 anni fà in cui si vedono le aree di influenza dei vari 'capi talebani'. le cos nel frattempo non sono cambiate di molto, visto che hanno le loro basi in Pakistan e anzi ora hanno molto più appoggio da parte della popolazione ...continua

      12.5.08

      La caduta di stile del Tg3

      Oggi abbiamo assisitito ad uno spettacolo indegno per un organo di stampa cioè dei telegiornali nazionale, il Tg3 forse per mère ragioni politiche: un ragazzino di 14 anni messo alla gogna perchè faceva il deficente. Per carità non è scusabile che un ragazzino di 14 anni bruci i capelli di un coetaneo più sfortunato di lui ( a quanto pare con un ritardo) ma metterlo alla gogna e, peggio, fare uno show televisivo ispirato dalla polizia che ha trovato in casa di questo , anzi, nel computer foto di Hitler e Mussolini, nonchè le solite frasi idiote e deliranti incitanti la violenza che molti ragazzini della sua età usano per distinguersi , nonchè la foto di 'Arancia Meccanica'... questo è veramente diseducativo. A parte che non si possono usare dei simboli politici per condannare dei ragazzini che li seguono, visto che gli stessi simboli sono stati seguiti da intere popolazioni e per prima la Nostra, fatto di per sè già molto discutibile sul piano educativo. Il Tg3 cercando di fare pessima pubblicità politica ha fatto invece un servizio che non fà altro che legittimare dei futuri veri fascistidi stampo neonazista, ma possibile che non se ne rendano conto? Nella crisi di valori che tutti sbandierano identificarsi in qualcosa o in qualcuno per ragazzini di 13 14 anni o comunque per degli adolescenti è un bisogno quasi fisico, come quello di mangiare, ridere e divertirsi. Mancando figure vicine ( familiari o educatori) a cui assomigliare questi non fanno altro che seguire i mass-media e prendere degli esempi, spesso e volentieri 'sbagliati' perchè in questo c'è anche il mito della trasgressione, mito trasversale in tutte le società e in tutti i periodi storici. Se noi condanniamo a spada tratta il fatto che uno di Loro si identifica in Hitler o Mussolini rischiamo di portare carburante al fuoco del loro dolore, della loro solitudine, perchè in fondo, alla fine, è per sentirsi meno soli che fanno 'cerchio' intorno a qualche simbolo, o a qualche atteggiamento: è per sentirsi 'parte' di un qualcosa, anche sbagliato, piuttosto che sentirsi soli. Questo è' l'abc dell'educazione e se come dicono bisogna essere iscritti all'ordine dei giornalisti mi chiedo a cosa serva questo ordine: a fare bella figura con 'i capi' cioè quello che ha fatto il commissariato che è riuscito a 'sgominare' una banda così pericolosa? A volte non ho parole per quello che si vede nei Nostri mass-media, se poi consideriamo che i telegiornali costituiscono il 70% di quello che gli italiani conoscono del mondo che li circonda allora la cosa è veramente preouccupante .
      PS: non mi và di pensare che questo è accaduto proprio il giorno in cui il governo Berlusconi doveva salitre al potere. non vorrei pensare che il giornalismo televisivo di sinistra sia arrivato all'omiciio mediatico di un bambino solo per 'sviare' l'attenzione dal fallimento politico del progetto 'Partito Democratico', ma, nel tempo, ho imparato che certe notizie non sono mai date per caso. Quello che poteva e doveva essere trattato con tatto e riguardo ( una brutta storia fra minorenni di 14 anni) è invece stata trattata come il tipico 'omicidio di ferragosto' quando cioè si cerca in tutte le maniere di sbattere un mostro in prima pagina per vendre qualche copia in più.
      Per chi volesse approfondire ho trovato questa interessante tesi di psicologia on-line: Aggressività infantile e bullismo problemi e prospettive educative. il file è in PdF ed è scaricabile.
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      26.4.08

      Ottima iniziativa dei Meet Up di Grillo, ma le firme raccolte purtroppo non valgono

      Proprio così, ragazzi, io l'ho saputo ieri da La 7 che nella puntata serale del confronto politico delle 21,00 parlava proprio di Grillo e della manifestazione di ieri. Personalmente anch'io vorrei cancellare l'albo dei giornalisti, nonchè smetterla con il sussidio agli organi di stampa ( che così si legano a doppio filo alla politica che permette tali sussidi). Purtoppo stavolta Grillo e i meet-up sembra che hanno sbagliato. Vediamo come: la legge dice all'art. 31 che “Non può essere depositata richiesta di referendum (…) nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per Photobucketl’elezione di una delle camere medesime”. Il Partito Radicale ha naturalmente appoggiato l'iniziativa, visto che aveva già presentato gli stessi referendum anni fà, referendum che sono stati persi da chi la pensa come noi, purtroppo, ma... non c'era internet!! Ricordo bene che quel referendum passò sotto silenzio stampa, fu quasi censurato - non del tutto ovviamente- e andò a votare solo un numero esiguo di persone quelle 'indirizzate politicamente', naturalmente. Se stavolta si riuscirà a organizzare questo benedetto referendum, sono più che convinto che vinceremo, in nome della libertà di stampa, di pensiero, e di un'equa giustizia che non consideri persone di serie A e di serie B
      Perchè abolire l'ordine dei giornalisti e togliere i sussidi alle 'testate' riconosciute:
      Mentre non c'entra niente il sindacato come qualche Telegiornale erroneamente ha detto, tutti i tipi di lavoratori hanno il sacrosanto diritto di partecipare ad un sindacato, ma qui il punto è totalmente un altro. Innanzitutto l'Unione Europea ha esortato più volte l'Italia che sembra uno dei pochi paesi ancora con questo tipo di tradizioni protezionistiche di abolire ogni ordine professionale, eredità delle antiche corporazioni comunali e freni per un libero mercato. Non capisco perchè per scrivere un articolo in qualsivoglia mass-media italiano si debba essere iscritto all'albo dei giornalisti. Al limite posso caire più i medici, gli architetti, avvocati ce l'hanno perchè il Loro lavoro è considerato un lavoro altamente specializzato e se sbaglia un medico una persona muore, se sbaglia un architetto un edificio crolla, ma se un giornalista dice una stupidaggine non succede nulla di così 'oggettivo' , quindi non si può paragonare l'albo dei giornalisti agli altri albi professionali; per esempio se un medico sbaglia e muore un paziente l'albo aiuterà per le spese legali, anzi, i medici hanno l'Onaosi che è un istituto per gli orfani dei medici. Per scrivere un articolo non è necessario come nelle altre professioni studiare anni e anni, anche se lo si fà è meglio. Istituito nel 1925 quando c'era il Duce, a quei tempi ricordiamo che c'era anche il Min Cul Pop, cioè il ministero per la cultura popolare; quando uscirono le leggi razziali del '33 gli ebrei non potevano certo iscriversi all'albo, quindi non potevano scrivere nei giornali. Voglio dire che un tale istituto fu messo in piedi con l'approvazione del regime fascista, il quale ne fu ben lieto, visto che non c'è modo migliore di controllare una categoria di lavoratori così potenzialmente scomodi come quella dei giornalisti. L'ex presidente della Repubblica Einaudi uno dei padri fondatori della patria oltre che pubblicista ( editore Einaudi) scrisse: " L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”

      Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni". " Non riesco a capire come mai una gran parte dei giornalisti non remi in favore di questa innovazione, dovrebbe essere uno stimolo per essere più liberi ed indipendenti, poi se vorranno in seguito costituire una 'associazione giornalisti' a cui potranno iscriversi tutti coloro che lo vorranno, saranno liberissimi, senza che però il fatto di non farne parte non pregiudichi la professione di giornalista, Nemmeno a livello professionale si capisce come mai vogliano tenersi questo albo: Chi ha studiato da giornalista avrà gli attestati chi non ha studiato non li avrà, semplice, poi i giornali assumeranno chi vogliono, secondo i loro parametri senza che uno debba avere questa iscrizione, certo, ma evidentemente i loro bèi vantaggi li porta, innanzitutto economici.
      Ecco un esempio: "nel medio evo, esistevano le corporazioni e l'europa da anni ci fa notare che sarebbe il caso di abolire tutti gli albi professionali dato che solo noi li abbiamo.
      Esempio dell'albo professionale degli ingegneri: Niente di meno che una "Gilda" medioevale che riserva ai propri iscritti dei vantaggi e dei privilegi insensati.
      Ad esempio, fino a poco tempo fa (a occhio e croce 3 anni fa circa se non ricordo male) un ingegnere poteva segnalare un cambio di settore di attività all'albo in carta semplice.
      Succedeva quindi che un ingegnere edile poteva in teoria mandare una letterina all'albo e dire: "io da domani mi occupo di sistemi software" (tipo cablare un'azienda o progettare una rete intranet ecc)e da quel giorno lui poteva firmare progetti in tal senso mentre i laureati in Informatica non posso firmarli a tutt'oggi.
      Ovvero, potrebbero firmarli, se facessero un paio di esami aggiuntivi e studiassero per fare l'esame di stato a ingegneria.
      In pratica se vuoi fare il tuo mestiere da informatico ti iscrivi al loro albo e paghi dazio alla loro gilda.

      Un albo di per se è sbagliato perchè accumula soldi e favorisce una categoria a scapito di altre, facendo un opera di protezionismo, quello dei giornalisti nemmeno li tutela, ma è per un giornalista la spada di damocle per cui se pesti i piedi a qualcuno ti radiano e cambi mestiere"
      Ma il vero grande motivo per fare il referendum e, possibilmente, vincerlo, è la situazione politico-economica italiana. Con una libera informazione forse lo scandalo Parmalat poteva conoscersi molto prima e migligia di risparmiatori avrebbero pututo salvare qualcosa, ma Parmalat, nella sua immensità è solo una goccia nell'acqua degli scandali o degli inciuci che una libera stampa potrebbe smascherare. I liberi mass media sono l'olio che fà girare il motore della libera economia. Con uno slogan potremmo dire libera stampa in libero mercato. Senza una libera stampa l'economia sarà drogata, di conseguenza la vita politica. Come si vede quando si parla di, libertà di pensiero, libertà di espressione, i campi che si vanno a toccare diventano molti, e ci condizionano la vita quotidiana senza che il 99 % della popolazione se ne accorga.
      Sarà molto difficile far passare questi messaggi, d'altronde moltissimi usano internet e verranno a conoscenza dei veri motivi del referendum anche grazie al passaparola, ma se non si riuscirà a coinvolgere oltre che una parte di politici una fetta importante di giornalisti che finalmente avranno l'opportunità di tirare fuori un pò d'orgoglio, difficilmente l'esito del referendum sarà diverso da quello dell'ultima volta.
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      27.2.08

      Cosa stiamo diventando?

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      Quando stasera ho sentito del ritrovamento di Gravina di Puglia , in Tv sono subito andato inrete per approfondire, volevo capire quanta distanza c'era fra il luogo di ritrovamento dei corpi dei fratellini e il luogo del loro ultimo, sicuro, avvistamento: come temevo: 4-500 metri, da quello che riporta il Messaggero.it, ho ricontrollato, da altre fonti ma più o meno riportano gli stessi dati. In due anni si sono fatte tante ipotesi, sicuramente troppe, visto come sono andate le cose. La separazione dei genitori ha dato alito ad un susseguirsi di cattiverie, di fantasie, che hanno portato all'arresto del padre dei due poveri ragazzini: quel giorno maledetto ce l'aveva lui in custodia. giorni prima erano usciti di casa senza dirglielo e lui, aveva preparato una severa punizione: ma non fece in tempo a realizzarla. scapparono di nuovo, evidentemente troppo esuberanti, sicuramente troppo curiosi, vivaci, imprudenti: chissà per quale tremendo e pericoloso gioco sono comunque andati a finire in un buco, un pozzo e lì sono rimasti. Quando l'opinione pubblica , la stampa e gli inquirenti sono venuti a sapere della 'punizione' che il padre voleva dargli hanno pensato ad un omicidio: ma se ci si pensa solo un secondo mai sarebbe successo in quel posto, frequentato da bambini: infatti il posto sembra sia essere un piccolo agglomerato di case dove i bambini vanno spesso a giocare, c'è anche un flipper . E' proprio questo il motivo per cui ieri quel bambino è caduto in quel pozzo. Proprio come due anni fà erano andati a giocare, avevano 'rischiato' ed era finita male. Ma perchè nei giorni immediatamente successivi nessuno è andato lì? Di chi è la colpa?, Ci si domanda ora: del padre, di chi ha condotto le operazioni di ricerca? Non possiamo non pensare che la maggior parte di carenza e di colpe ricadano su chi ha condotto le operazioni di ricerca: erano vivi: bastava affacciarsi nel 'buco' e chiamarli poche ore dopo la sparizione e avrebbero risposto, visto come sono stati ritrovati. solamente 500 metri li separavano dal luogo dell'incidente. In un giornale locale si riporta questo pensiero che, personalmente, condivido appieno: "Ci si domanda a questo punto se sia giusto mantenere sotto accusa il padre, e se non sia invece più giusto verificare se le forze dell'ordine abbiano fatto tutto il possibile. Se questi due ragazzi sono effettivamente morti in questo modo, al centro del paese mentre tutti li cercavano altrove, qualcuno ha sbagliato nell'organizzazione delle ricerche. E qualcuno dovrà pagare per omicidio colposo o perlomeno per grave incompetenza nelle operazioni di ricerca. E forse dovremmo mettere sotto accusa anche la nostra società, sempre più simile a una fiction di Cinecittà e sempre più incapace e impotente a guardare la realtà di tutti i giorni. Basti pensare che nell'antica società contadina, da cui un po' tutti proveniamo, i pozzi erano la prima cosa ad essere controllati in caso di scomparsa di ragazzini. Forse i nostri bisnonni avevano qualche laurea in meno ma erano di sicuro più intelligenti di noi." Un'altra cosa che sembra essere accaduta durante tutta questa incredibile vicenda è che il dissidio, anzi il vero e proprio odio fra i genitori abbia influenzato prima i mass-media, poi gli inquirenti velando gli occhi di chi non può permettersi di farsi influenzare e dovrebbe guardare con sguardo imparziale solo l'oggettività degli eventi. Anche la pressione della stampa, cosa che sembra sempre più contraddistiuguere le indagini che comunque vanno sui giornali inizia ad avere il Suo peso: da sempre la magistratura ha cercato di non farsi influenzare da quello che i latini chiamavano "vox populi", dall'opinione pubblica, cioè, ora sembra che stiamo regredendo, come forse tutta la Nostra società. Per zittire i giornalisti si prende quello che è il più probabile dei colpevoli e gli si addossano le colpe, in modo da placare la vendetta popolare. Sembra quello che sta succedendo a Perugia, e in altri casi 'simili' cioè molto pubblicizzati. Ricordo bene che quando ci fu la strage di Erba il primo a finire dentro fu il marito Tunisino e spacciatore della giovane sposa, poi, per fortuna, un testimone rimase in vita e raccontò quello che era successo, altrimenti a quest'ora, c'è da giurarci ci sarebbe Azuz, perfetto capro espiatorio: Tunisino, drogato, spacciatore; e chi meglio di Lui? Questi fatti, sì dovrebbero portare ad una grossa riflessione e discussione, putroppo, però questo tipo di discussioni non fanno 'notizia', anzi, e il meccanismo continua a funzionare, sempre più inesorabile. Triste a chi tocca trovarsi in certe situazioni. Essere accusati di terribili delitti, magari di parenti o conoscenti essendo totalmente estranei ai fatti, dovrebbe essere una delle peggiori sofferenze che l'essere umano possa provare.
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      13.11.07

      ULTRAS: errori e responsabilità.

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      L'agente - se sono buone le fonti di Repubblica - è stato messo sul chi vive dal parapiglia. Era lontano, dall'altra parte della carreggiata. C'è chi dice duecento metri, chi cento, in linea d'aria.

      Ha sentito urla e grida. Ha visto un fuggi fuggi e un'auto che velocemente - o così gli è parso - si allontanava dall'area di servizio. Ha pensato a una rapina al benzinaio. Ha azionato la sirena. L'auto non si è fermata. Ha sparato. Ha ucciso.
      Ma allora perchè? Che c'entra questo con quello che è successo alcune ore dopo? Ecco il Nostro personale pensiero, una Nostra ricostruzione dei fatti: Politici, Questura di Arezzo, giornalisti, tifosi, ultras hanno fatto il resto. Definendo ( forse per coprire il tragico errore?) la vittima un 'tifoso', un 'ultras' ( ultras= violenza) hanno innescato una miccia che di certo, chi è all'interno di questo mondo poteva tranquillamente prevedere. Ma veniamo alle responsabilità 'più in alto'. Da alcuni mesi la parola d'ordine della politica è CONSENSO. Veltroni, eletto presidente del nuovo Partito Democratico con la mossa che ha fatto con il caso dell'aggressione poi diventato omicidio della donna a Roma che ha portato ad un sostanziale cambiamento della legge sulla sicurezza, sull'entrata della Romania in Europa, ha giocato di contropiede battendo la destra nei consensi che ha riguardo la sicurezza. La parte conservatrice del Nostro parlamento non poteva fargliela passare liscia e, alla prima occasione ha risposto per le rime. Già all prime notizie di domenica mattina che dicevano che alla morte del ragazzo solo un paio di partite sarebbero state sospese le prime dichiarazioni: "E' morto un ultras, per sicurezza fermiamo il campionato", dicono più volte in tivvù gli esponenti del Polo delle Libertà: la sicurezza innanzitutto. E' il solito teatrino della politica italiana che questa volta ha mosso delle ingenue, rozze, al limite dell'analfabetismo politico pedine che si definiscono ultras; Lo psichiatra Tonino Cantelmi, dell'università Gregoriana di Roma dice degli Ultrà, riguardo gli ultimi episodi: "I loro unici obiettivi - spiega lo psichiatra - non sono 'sportivi': sono quelli di violare le regole sociali, sotto una copertura di La Bibbia dell'Ultrasorganizzazione. E l'altro ieri abbiamo raggiunto livelli di eversione inauditi, con gli attacchi ai commissariati. Episodi legati a un'organizzazione delinquenziale che raccoglie le istanze antisociali del momento e le amplifica". Ecco, secondo Noi, la lettura di questi incredibili accadimenti. Ora, una volta che i buoi sono scappati dal recinto sono accusati di TERRORISMO: non sò se questa accusa reggerà, non essendoci gli estremi, ma di sicuro dovrebbero fare dei bèi mesi di galera, ma SUBITO, altrimenti si cadrebbe nei soliti tempi di una giustizia infinita e , spesso, inutile. Persone che si sono macchiate di reati quali l'attacco alle forze dell'ordine , al CONI, ai giornalisti e alle caserme, contro persone quasi della loro stessa età. Il dramma è che questi inetti nemmeno si sono accorti, o se se ne accorgeranno lo faranno molto, molto più tardi in quale tipo di gioco sono entrati malgrado loro. Del Questore di Arezzo che dire? Per coprire l'errore di un sottoposto ha involontariamente creato un clima di sospetto. Ma la lezione di Gorbaciov sulla Glasnost, dello stato Spagnolo quando sono esplose le bombe di Al-Quaeda non hanno insegnato nulla? La verità anche la più scomoda in un mondo dominato dall'informazione è meglio della più edulcorata delle bugie. Il tam-tam su internet di quello che è successo ( si dice di un testimone oculare che ha detto di aver visto l'agente sparare a due mani e prendendo la mira) è iniziato poco dopo l'accaduto TUTTI SAPEVANO quello che realmente era accaduto, a parte il Questore di Arezzo e i vertici di Governo, forse. La reticenza del Questore, una 'conferenza stampa' dove non si potevano fare domande ( non era meglio un semplice comunicato, allora?) hanno alimentato un clima di sospetto, di paura che si insabbiasse tutto, cosa che è troppe volte successa nel Nostro paese, purtroppo. Quello che è accaduto, poi, è una reazione: sbagliata, spropositata, da condannare magari con qualche bèl mese di prigione per chi ha partecipato, ma le resposabilità di chi sono? Si dovrebbe fare un processo a tutti i soggetti coinvolti, allora sì, potremmo dire di abitare in una nazione adulta, un paese che finalmente è in grado di assumersi le proprie responsabilità, a tutti i livelli. Ma ho paura che sia solo un bel sogno.
      BMP
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      30.10.07

      Ecco il dietro le quinte di un programma d'informazione RAI

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      Premetto di non essere radicale, anche se ho aderito a molte delle Loro iniziative e di essere Loro grande estimatore, in quanto, anche se piccolissimi sono riusciti grazie alle lotte sul divorzio, sull'aborto , quelle non ancora portate a termine di eutanasia, cellule staminali, droghe leggere, cura del dolore, libertà d'informazione. Proprio su quella della libertà d'informazione è basato lo 'sponsor' del VIo Congrsoo dei Radicali Italiani: grazie a dei documenti cercano in qualche modo di svegliare le coscienze sopite di milioni di persone che guardano un programma senza sapere cosa c'è "dietro le quinte". Con questo piccolo filmato I radicali testimoniano come funziona, normalmente, un programma molto seguito come Porta a Porta, vero modello del giornalismo politico italiano. Infatti le altre trasmissioni ( non tutte grazie al cielo) preparano proprio nel modo descritto qui sotto le puntate dove ci sono i personaggi politici, guarda il video, clicca su-->>

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