fratellini Gravina "società+italiana" giornalismo mass-media
Quando stasera ho sentito del ritrovamento di Gravina di Puglia , in Tv sono subito andato inrete per approfondire, volevo capire quanta distanza c'era fra il luogo di ritrovamento dei corpi dei fratellini e il luogo del loro ultimo, sicuro, avvistamento: come temevo: 4-500 metri, da quello che riporta il Messaggero.it, ho ricontrollato, da altre fonti ma più o meno riportano gli stessi dati. In due anni si sono fatte tante ipotesi, sicuramente troppe, visto come sono andate le cose. La separazione dei genitori ha dato alito ad un susseguirsi di cattiverie, di fantasie, che hanno portato all'arresto del padre dei due poveri ragazzini: quel giorno maledetto ce l'aveva lui in custodia. giorni prima erano usciti di casa senza dirglielo e lui, aveva preparato una severa punizione: ma non fece in tempo a realizzarla. scapparono di nuovo, evidentemente troppo esuberanti, sicuramente troppo curiosi, vivaci, imprudenti: chissà per quale tremendo e pericoloso gioco sono comunque andati a finire in un buco, un pozzo e lì sono rimasti. Quando l'opinione pubblica , la stampa e gli inquirenti sono venuti a sapere della 'punizione' che il padre voleva dargli hanno pensato ad un omicidio: ma se ci si pensa solo un secondo mai sarebbe successo in quel posto, frequentato da bambini: infatti il posto sembra sia essere un piccolo agglomerato di case dove i bambini vanno spesso a giocare, c'è anche un flipper . E' proprio questo il motivo per cui ieri quel bambino è caduto in quel pozzo. Proprio come due anni fà erano andati a giocare, avevano 'rischiato' ed era finita male. Ma perchè nei giorni immediatamente successivi nessuno è andato lì? Di chi è la colpa?, Ci si domanda ora: del padre, di chi ha condotto le operazioni di ricerca? Non possiamo non pensare che la maggior parte di carenza e di colpe ricadano su chi ha condotto le operazioni di ricerca: erano vivi: bastava affacciarsi nel 'buco' e chiamarli poche ore dopo la sparizione e avrebbero risposto, visto come sono stati ritrovati. solamente 500 metri li separavano dal luogo dell'incidente. In un giornale locale si riporta questo pensiero che, personalmente, condivido appieno: "Ci si domanda a questo punto se sia giusto mantenere sotto accusa il padre, e se non sia invece più giusto verificare se le forze dell'ordine abbiano fatto tutto il possibile. Se questi due ragazzi sono
effettivamente morti in questo modo, al centro del paese mentre tutti li cercavano altrove, qualcuno ha sbagliato nell'organizzazione delle ricerche. E qualcuno dovrà pagare per omicidio colposo o perlomeno per grave incompetenza nelle operazioni di ricerca. E forse dovremmo mettere sotto accusa anche la nostra società, sempre più simile a una fiction di Cinecittà e sempre più incapace e impotente a guardare la realtà di tutti i giorni. Basti pensare che nell'antica società contadina, da cui un po' tutti proveniamo, i pozzi erano la prima cosa ad essere controllati in caso di scomparsa di ragazzini. Forse i nostri bisnonni avevano qualche laurea in meno ma erano di sicuro più intelligenti di noi." Un'altra cosa che sembra essere accaduta durante tutta questa incredibile vicenda è che il dissidio, anzi il vero e proprio odio fra i genitori abbia influenzato prima i mass-media, poi gli inquirenti velando gli occhi di chi non può permettersi di farsi influenzare e dovrebbe guardare con sguardo imparziale solo l'oggettività degli eventi. Anche la pressione della stampa, cosa che sembra sempre più contraddistiuguere le indagini che comunque vanno sui giornali inizia ad avere il Suo peso: da sempre la magistratura ha cercato di non farsi influenzare da quello che i latini chiamavano "vox populi", dall'opinione pubblica, cioè, ora sembra che stiamo regredendo, come forse tutta la Nostra società. Per zittire i giornalisti si prende quello che è il più probabile dei colpevoli e gli si addossano le colpe, in modo da placare la vendetta popolare. Sembra quello che sta succedendo a Perugia, e in altri casi 'simili' cioè molto pubblicizzati. Ricordo bene che quando ci fu la strage di Erba il primo a finire dentro fu il marito Tunisino e spacciatore della giovane sposa, poi, per fortuna, un testimone rimase in vita e raccontò quello che era successo, altrimenti a quest'ora, c'è da giurarci ci sarebbe Azuz, perfetto capro espiatorio: Tunisino, drogato, spacciatore; e chi meglio di Lui? Questi fatti, sì dovrebbero portare ad una grossa riflessione e discussione, putroppo, però questo tipo di discussioni non fanno 'notizia', anzi, e il meccanismo continua a funzionare, sempre più inesorabile. Triste a chi tocca trovarsi in certe situazioni. Essere accusati di terribili delitti, magari di parenti o conoscenti essendo totalmente estranei ai fatti, dovrebbe essere una delle peggiori sofferenze che l'essere umano possa provare.
...continua