politica rifiuti napoli
Quello a cui stiamo assistendo è uno spettacolo deleterio: lo Stato non riesce a far rispettare la legge in Campania, in fin dei conti è questa la realtà. Il governo Berlusconi ( e chi vi scrive non si può certo dire un berlusconiano, basta andare a vedere i vecchi post) ha scommesso gran parte della propria immagine sulla questione 'rifiuti di Napoli', come forse mai nessuno aveva fatto finora. Di certo non può più tornare indietro e dopo 15 anni di riufiuti buttati dappertutto, nelle campagne di tutta la regione, spesso riufiuti industriali velenosi provenienti dalle fabbriche chimiche di mezza europa, operazioni controllate dalla camorra, ora i cittadini, dopo che per anni i verdi e chi via via ha avuto interessi personali per combattere le discariche, in primis la camorra stanno facendo il gioco dei camorristi stessi: ma possibile che le persone perbene non se ne sono ancora accorte? La situazione è talmente chiara, in questo momento che solo chi è offuscato dalla rabbia non può vedere ciò che è evidente. Ritardare la messa in opera di discariche incernitori e raccolta differenziata non fa che guadagnare tempo e soldi alla camorra, va bene che ormai una grossa fetta di popolazione è legata alla criminalità organizzata, ma non posso credere che TUTTI siano diventati camorristi e allora perchè? Perchè ci si comporta così? Forse perchè fa comodo a tutti e tutti sono solo un branco fannulloni e di criminali, anche se non hanno pistole, ecco perchè: Da articoli del Sole 24h: pagati per bruciare cassonetti: " Venti euro per bruciare un cassonetto, 50 per un blocco stradale, 100 per una giornata di protesta "
"Dici Napoli 5 e tutti sorridono. Quel consorzio che deve pulire il capoluogo (e fare raccolta differenziata) impiega dall'anno di grazia 2000, 362 persone. A chinarsi a raccogliere carta, vetro e plastica non li ha mai visti nessuno. Però a fine mese ciascuno di loro la busta paga la raccoglie. Eccome. Mille, 1.200 euro al mese per 14 mensilità. Il costo lordo dei 362 "fortunati" è di 26.500 euro l'anno. Sommateli per otto anni e avrete la bella cifra di 70 milioni di euro gettati al vento. Soldi buoni per un sussidio sociale mascherato. O per una truffa all'italiana.
In un'interrogazione parlamentare del 28 gennaio 2008, il deputato di Fi Giorgio Jannone segnala come Napoli 5 pullula di «operai deputati alla raccolta delle macerie dei cantieri che non si avvicinano perchè allergici alla polvere come da certificato medico»; netturbini che non sollevano cartoni da terra per «evitare traumi irreversibili alla colonna vertebrale». Leggende metropolitane? Forse. Resta il fatto che i dati di raccolta differenziata in città ancora oggi gridano vendetta.
I 362 stakanovisti del Napoli 5 la schiena, poco poco, l'hanno piegata. Il cartone raccolto in città nei primi 4 mesi del 2008 ammonta a 2.314 tonnellate. Quasi un exploit per chi lavora dribblando turni e assenze. Peccato che valga lo zero e qualcosa sul totale della massa dei rifiuti.
Con l'ausilio degli oltre 2mila netturbini dell'azienda pubblica dei rifiuti, l'Asìa, sommersa da 45 milioni di perdite nel triennio 2004-2006, tra carta e cartoni si aggiungono altre 8mila tonnellate toccando così il poco invidiabile primato del 2,8% di raccolta differenziata. Numeri al lumicino anche per vetro e plastica. E così il resoconto impietoso delle cifre dice che nulla è cambiato negli anni. Era il 2004 quando nelle audizioni di fronte alla Commissione parlamentare uno degli ex commissari dichiarava che «su 2.316 addetti alla raccolta solo 200 lavorano gli altri non fanno nulla, stanno a casa e si lamentano».
Gli sprechi
Ma sciatteria, incuria e bieco opportunismo sociale non sono bagaglio solo dell'esercito dei 12mila netturbini. In fondo sono l'anello debole della catena. È tutta la baracca politico-istituzionale montata (ad arte?) in questi 14 lunghi anni di emergenza protrattasi con la galleria dei commissari straordinari, i Sub-commissari e i loro consulenti a sfilare, a funzionare come una gigantesca idrovòra di denaro pubblico. Come ha documentato la relazione della Commissione d'inchiesta della Camera quel che si può definire la holding «Monnezza Spa» ha bruciato in Campania solo in spesa corrente 780 milioni l'anno nell'ultimo decennio. Con i risultati che si vedono e si soprattutto si "sentono" dai miasmi e dalle zaffate maleodoranti che si alzano dalle strade. I napoletani che pagano la tariffa rifiuti più alta d'Italia ringraziano."
Questa situazione, non da terzo mondo , dove magari c'è qualche Governo e Stato che funziona anche se povero, ma da quarto mondo, dove si presuppone che non esista uno stato civile ma la legge del più forte, delle tribù e dei clan, proprio come in Campania, sta dando, oltre a Napoli dove il turismo sembra ormai defunto per i
prossimi anni anche un'immagine molto negativa all'Italia tutta. Se a questo ci aggiungiamo anche l'ultimo film sulla Camorra, il quadro che diamo all'estero è completo. Aveva ragione Berlusconi (!) quando in campagna elettorale diceva queste cose. Grazie ad internet ho dei 'web - friends' sparsi un pò in tutto il mondo e l'unica cosa che sanno ora dell'Italia è che siamo sommersi di spazzatura. Io me ne vergogno, veramente e dico sono una cosa: se fosse per me i dimostranti prima li metterei in galera, poi ne ascolterei le ragioni , ma ce li lascerei finchè non avessi costruito il tutto. Non farei partire più nemmeno un treno e farei pulire a tutti i disoccupati, i pensionati, gli studenti che ne hanno la capacità fisica, giù a pulire. Di certo queste saranno pure provocazioni ma la misura è colma, e da un pezzo e sentire che la camorra, nel 2008, comanda sullo Stato Italiano in Campania è totalmente inaccettabile.
...continua

















