30.10.09

INVENTATI I FIORI CHE ASSORBONO L'INQUINAMENTO


Toyota gardenia
Toyota, da tempo sta affrontato le critiche che gli provengono da vari settori ecologisti circa il processo di fabbricazione della Prius, che ha un maggior impatto ambientale delle altre automobili.
Così, il gigante automobilistico è riuscito a portare in porto un progetto - allo studio ormai da un po di tempo -, cioé una soluzione che all'epoca sembrò piuttosto bizzarra: immettere negli impianti di produzione della Prius un nuovo tipo di piante che assorbissero grandi quantità di gas responsabili dell'effetto serra.

Questi fiori sono stati progettati per assorbire gli ossidi di azoto, e di eliminare il calore dall'atmosfera.

Fast Company, spiega: "I fiori Toyota ( in alto a destra) sono derivati dalla salvia, ciliegia e gardenia, che assorbono efficacemente gli ossidi di azoto e di eliminare il calore dall'atmosfera."
Il gas assorbito fa abbassare la temperatura della superficie intorno agli stadi di fabbrica - il che significa meno energia utilizzata per il raffreddamento dell'impianto.
Ma che cosa c'è di così speciale le nuove specie di fiori?

Le foglie di salvia 'derivata' hanno caratteristiche uniche in grado di assorbire i gas nocivi, mentre si lascia alla gardenia di creare vapore acqueo in aria, riducendo la temperatura della superficie del circonda fabbrica e, di conseguenza, ridurre l'energia necessaria per il raffreddamento, producendo, a sua volta, meno anidride carbonica (CO2 ).
Anche se molti sono scettici sulla efficacia dei cosiddetti 'Fiori Toyota', bisogna dar atto a questa società che sta facendo molti sforzi, alcuni molto innovativi come questo per 'recuperare' credito e immagine di fronte ai propri clienti e ai consumatori di tutto il mondo: nonostante gli impianti di lavorazione della Prius siano molto inquinanti infatti, sta facendo il possibile per diminuire al minimo questo impatto ambientale.
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22.10.09

BRIGANTI E BRIGANTAGGIO - documentari video -


briganti e brigantaggio

BRIGANTI E BRIGANTAGGIO -
La ribellione nel regno delle due Sicilie contro l'Invasione Piemontese


In questa pagina metteremo, ogni volta che ne troveremo, documentari circa la storia poco nota e fino a poco tempo fa completamente nascosa e 'rifatta' del brigantaggio nel medridione contro l'invazione piemontese chiamata anche l'unificazione d'Italia.
In questo bel documentario trasmesso da rai tre un paio d'anni fa c'è una bella ricostruzione del brigantaggio, fenomeno che durò dal 1860 al 1875 e che portò la morte di decine di migliaia di persone nonchè l'indirtetto fenomeno della emigrazione dallì'italia del Sud, da dove milioni di persone se ne scapparono dalla fame.
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Di seguito, il brigantaggio contadino, un lavoro di opere del tempo messe in scena da un'autore:
Il brigantaggio contadino dopo la conquista del Sud negli anni 1860 - 1870 fu la risposta armata dei subalterni ai limiti storici del Risorgimento borghese. L'attore e regista Alfonso Santagata riproduce sulla scena alcune figure e il paese di Pontelandolfo bruciato dai bersaglieri perché ribelle ai conquistatori.


Di seguito un altro documentario con l'intervista ad alcuni ricercatori che per primi , per passione hanno messo mano nella storia del brigantaggio meridionale; da vedere:
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ESPULSA DALLA CAMPANIA LA PRESIDENTE DELLA REGIONE


LADY MASTELLA
Per la serie 'incredibile ma vero' la Presidente della regione Campania, moglie di Mastella è stata espulsa dalla regione , con un'ordinanza restrittiva giudiziaria che le vieta persino la residenza nelle province confinanti!!!
Ormai siamo alla frutta in quella regione che è stata la culla della civiltà greco-romana, dove il Vesuvio ha regalato terre fertili e dove, nel settecento fino alla unificazione d'Italia, si poteva considerare tecnologicamente come la 'Silycon Valley' europea, il malgoverno, unito ad una criminalità organizzata sempre più forte e spavalda, hanno invaso tutte le sfere del potere.
Come in un 'fantasy' drammatico, da 160 anni le 'forze del male' lavorano incessantemente per trasformare questa regione in un girone dantesco di dannati e disperati.

Anni fa passai in quell'antica strada romana conosciuta come 'Domiziana', dal nome dell'imperatore che la costruì, al posto delle stupende ville romane c'erano una serie infinita di 'Bagno da Peppino', che occultavano la vista del Mar Tirreno; 'bagni' vecchi, fatiscenti, che sembra riescano si e no a far quadrare i conti in quanto l'acqua è inquinata e solo chi non può permettersi altro,dei napoletani, vada a fare la villeggiatura in quei posti, ma la cosa veramente incredibile della domiziana erano i gruppetti di prostitute e spacciatori di colore che si incontravano ogni chilometro a lato delle strade, sembrava di essere finiti in uno di quei film post-atomici degli anni '80 tipo '1999 fuga da New York', in cui l'anarchia era spezzata solo da gruppetti di criminali a lato delle strade..
Ma che aspettano di cittadini campani 'per bene' a ribellarsi?
Perchè dare ancora i voti all'Udc visto quello che negli anni si sono rivelati?
Perchè dare il voto a tutti gli altri partiti istituzionali del posto visto quello che negli anni si sono rivelati?
Perchè non iniziano a ribellarsi in modo totale e rivoluzionario?
Non abito lì e più di tanto non conosco ovviamente la situazione, so solo che non ci abiterei per nulla al mondo.
Mi dispiace solo per le tante persone oneste di quei posti martoriati dal malaffare.
Si ringrazia: 'Il Tempo'
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16.10.09

PAGARE I TALEBANI E' PRASSI COMUNE


Italian National FlagI trattati segreti, a volte sotto forma di pagamento, fra le parti in causa di un conflitto, sono da sempre un modo per portare la tregua nei conflitti stessi, specialmente dove questi conflitti non dovrebbero esistere, cioè nei pesi devastati dalle guerre dove Noi occidentali andiamo come 'contingente di pace'.
Dare qualche decina di migliaio di euro ai capi Talebani, così come ai 'signori della guerra' locali è un modo per riuscire a tenere buoni quei capi tribù fanatici che vogliono solo guadagnare il più possibile da situazioni come queste, e che sono nati e cresciuti sempre in guerra, e che si definiscono talebani, ma che, in realtà, alla fine, sono solo persone che come succede in occidente, per i soldi mandano a benedire i Loro principi religiosi e se ne guardano bene da far scorrere altro sangue ( benchè non sia Mai il Loro personale a scorrere, beninteso).
Una cosa di fondamentale importanza, ma che la maggior parte dei giornali italiani che gridano al 'complotto contro l'italia e il Suo leader' hanno totalmente tralasciato è che, nell'intervista che il giornalista del Times rilascia ad un inviato del Tg Rai 24h ( che abbiamo aggiunto, di seguito, come documento Pdf.) dice che le intercettazioni che hanno gli americani confermano , che i militari italiani dell'esercito italiano erano totalmentre allo scuro di quello che servizi segreti e i vari politici al governo nel momento dei fatti - le 'mazzette' - stavano portando avanti in Afghanistan
Nell'intervista, sia il giornalista italiano che fa le domande, sia quello inglese che risponde, sottolineano come la pratica di pagamenti ai capi tribù o talebani sono prassi anche in altri eserciti, primo fra tutti quello americano, che lo fà chiamandolo in altro modo sotto altre forme, ma che la sostanza, in fondo è la stessa, : elargire soldi per proteggere i propri soldati
Di seguito, l'intervista al gionalista del Times che specifica molti punti oscuri di questa vicenda:

Vai all'intervista completa in .pdf.
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15.10.09

CHI CONOSCE VERAMENTE L'INNO DI MAMELI?


Nel Blog di Musica Italiana per gli anglofoni, ho scritto un articolo sul Italian National FlagNostro inno: 'Fratelli d'italia', e mi sono accorto che, nonostante coltivi come hobby sia la musica che la storia, mi sono sorpreso di non essermi ricordato una particolarità che il Nostro Prof. di solfeggio, oltre 30 anni fa, ci fece notare: ll Canto degli Italiani ( questo era il titolo originale de "Fratelli d'Italia") scritto da Mameli nel 1847 è molto più lungo di quello che Noi solitamente pensiamo e, dato che non si ascolta mai per intero la 'long version', il testo viene praticamente censurato e il significato, di conseguenza quantomeno cambiato.
Addirittura della versione che si conosce, che sentiamo in Tv ogni volta che una rappresentativa sporticva italiana si cimenta in qualche gara in diretta, ne viene addirittura suonata una 'short version'; in pratica una 'parte ' della 'parte' di inno nazionale...
La parte 'sconosciuta' è sicuramente la migliore: ci sono versi che rendono molto meglio la storia d'Italia, c'è per esempio un 'I bimbi d'Italia sono tutti balilla', verso che mi ha ispirato l'articolo precedente...
Si incita alla rivolta, si incita a 'unirsi, amarsi, insieme chi vincer ci può?", penso che questi potevano essere interpretati piuttosto maluccio nel dopoguerra, sia da una parte che dall'altra e, in un'Italia la cui politica era quella di 'smorzare gli animi', un inno che incita a 'buttar fuori l'invasore', poteva esser preso sia come incitamento per i rossi che per i 'neri o grigi che dir si voglia...
D'altronde il 1948 ha insegnato che la guerra Civile - detta partigiana - aveva lacerato l'Italia in 2 e la democrazia cristiana, a capo di questo stato bisogna riconoscere che fece un bello sforzo per placare gli opposti estremismi...
Ecco, questa potrebbe essere una chiave di lettura a base di 'dietrologia' della silenzia censura che fu posta alla 2a parte del "Canto degli italiani", ribattezzato "Fratelli d'italia" e chiamato volgarmente l'Inno di Mameli...
Per sentirli e commentarli tutti e tre, comunque, Vi rimando all'articolo dove ci sono anche le versioni in video con i testi
Ecco la 2a parte de "Fratelli d'Italia", i versi dell'Inno di Mameli e che pochi conoscono:
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
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14.10.09

BALILLA: LA VERA STORIA DEL RAGAZZINO RIVOLUZIONARIO


BALILLA
BALILLA è un appellativo che oggi ha l'unico significato di giovane fascista, a parte, forse, che nel dialetto genovese.
In realtà Balilla, in genovese - dopo tanti studi di eminenti storici risorgimentali - dovrebbe significare un abbreviativo di Baciccia, che in ligure è - a sua volta - il diminutivo di Gian Battista.
Ma torniamo alla storia del Balilla: Genova, 1746; gli austriaci invadono la città che è da sempre stata una repubblica marinara indipendente praticamente da tutti, anche se con forti alleanze, e gli austriaci sono odiati da tutti, ma molto temuti, un giorno d'inverno, un plotone di soldati austriaci, dopo che il proprio cannone rimase invischiato nel fango, in una delle strade genovesi, chiesero, anzi pretesero che la popolazione li aiutasse nel tirarlo fuori...
La gente si riunì intorno a quello 'spettacolo', ma nessuno, ovviamente, voleva aiutare i temuti austriaci, senonchè un ragazzino, Balilla ( soprannominato anche 'Mangiamerda' dai compagni) ebbe l'ardore di prendere un sasso e tirarlo all'ufficiale austriaco che pretendeva l'aiuto dei cittadini: fu la scintilla, che insieme alla classica goccia che fece traboccare il vaso ormai colmo della pazienza dei genovesi: la città si ribellò e si liberò dagli invasori e la figura e il nome Balilla fu ripreso dagli storici del Risorgimento Italiano , tanto che Mameli, nel Nostro Inno d'Italia la mise nella 4a strofa " I bimbi d'italia si chiaman Balilla', ad indicare 'un ragazzino coraggioso' che scaccia l'odiato straniero dalla terra italiana, quello che non si fà mettere i piedi in testa da nessuno.
Ovviamente, fu Mussolini nel ventennio fascista, che fece della figura del Balilla il massimo della propaganda per il proprio regime.
Balilla erano i ragazzini che, vestiti da perfetti fascisti, con 'libro e moschetto' sarebbero morti a migliaia, poco più che 18enni nei vari fronti della Seconda Guerra Mondiale....
PS: ecco una interessante ricostruzione storica 'revisionista' di Balilla , pubblicata da 'Il Giornale'.
Di seguito, un video con foto d'epoca e l'inno dei Balilla:

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8.10.09

LA MALAFEDE DEI POLITICI SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA NAPOLITANO
Povero il Nostro Presidente della Repubblica, on. Antonio Napolitano...
Ieri è stato preso di mira da Berlusconi il quale, scontento della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano, lo ha pubblicamente accusato, più volte nel corso della giornata di ieri , di essere indirettamente reponsabile - visto che nomina 5 membri della Corte stessa - della sentenza negativa nei Suoi confronti.
Stavolta il Presidente Berlusconi sembra aver perso le staffe, e i motivi ce l'ha: secondo la Nostra opinione, in primis si tratta dei 750 milioni di euro che Fininvest dovrebbe risarcire a de Benedetti - che in pratica in questi giorni sembra sia diventato il vero Capo della sinistra italiana, nonchè regista della campagna contro il premier ormai iniziata da quando il PD si è sgretolato.. ci avete fatto caso? E poi, perchè no? sarebbe un'ottima alternativa a Berlusconi!!
La Repubblica e l'Espresso sembrano essere 'gli alfieri' di questa partita a scacchi della politica italiana che si sta giocando senza esclusione di colpi giocata nel campo mediatico.
Aiutata di volta in volta da giornalisti, giornali, stranieri ed italiani, come da giornalisti televisivi ( pochini per la verità, vista l'influenza che ora ha il governo sui media); El Pais in estate con le foto-scandalo, il New York Times e il Times, ora di proprietà di Murdoch ( vero ultra-conservatore nonchè uno dei responsabili dell'intervento amerricano in Iraq) e l'Economist, da sempre anti-berlusconiano, tutti organi d'informazione di estrazione 'liberal-democratica', o anti-italiani (il Times), l'opinione pubblica all'estero considera berlusconi una specie di 'uomo del male' pieni di difetti, m questa campagna non fu già cavalcata dalla sinistra italiana per oltre un decennio con i risultati che ora vediamo? ..
E se poi de Benedetti ha fatto un'alleanza con Murdoch allora sì che ci sarebbe da piangere, speriamo che questo non sia avventuto, per il bene di tutti i cittadini italiani...
de Benedetti non è così sprovveduto e quindi non lo crediamo, anche se, nella realtà dei fatti questa alleanza, che Berlusconi 'sente' come 'complotto' contro i suoi confronti c'è...
Chiusa questa parentesi, volevo far notare quanto tutti i politici italiani in questa occasione , dove Berlusconi ha attaccato Napolitano, pochi mesi fa, quando Beppe Grillo accusò Napolitano di non agire ( in forma satirica gli diede del 'morto di sonno'), l'intero arco parlamentare si alzò in piedi gridando allo scandalo, qualcuno addirittura evocò arresti o pene simili, ma in questo caso, in cui le accuse sono ben più gravi che le accuse di negligenza di Grillo, ma sono accuse di malafede di Berlusconi, allora solo qualche deputato del Pd e dell'Italia dei Valori ( e vorrei vedere) ha cercato di 'censurare' l'accaduto .
Anche stavolta, se ce ne fosse bisogno, abbiamo potuto vedere come anche per quanto riguardo la più alta carica dello Stato, la politica e i politici italiani la usano e la mettono in ballo solo quando gli fa comodo e per difendere i propri interessi, fregandosene del resto.
Per chi volesse approfondire l'argomento sugli obblighi, diritti e doveri del Presidente della Repubblica Italiana, , ecco le leggi che regolano le funzioni del Capo dello Stato Italiano
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